LA TESTIMONIANZA DI VALENTINA RUZZA

Mi chiamo  Valentina,  ho 37 anni e sono assistente alla poltrona da 16 anni e odontotecnico da 3, ho sempre avuto un’amore viscerale per lo sport, fin da piccola ho praticato di tutto dal nuoto, alla pallavolo, al basket per poi finire con l’arrampicata sportiva e l’alpinismo.

Un giorno, nel 2018, inciampo su un’inserzione facebook di un tale “fitness femminile” e inizio a vedere foto di donne con dei fisici spaziali; inizio a sentire parlare di metodo scientifico, di allenamento, di nutrizione e decido: “Vai Vale, lanciati, sono anni che fai sport e hai ancora quel culo che non ti soddisfa prova, cosa ti costa inizia a fare qualcosa di serio, su”.

E così iniziò il mio percorso con XWOMAN.

Inutile dirvi l’esito. Sono qui a scrivere. Lo avete capito.

Ho deciso di iscrivermi in Accademia in un momento particolare. La mia vita era in bilico. Tante cose rotte e i cocci da tirare su.

Il lockdown era già attivo da un mese. Stavo per compiere 37 anni.

“Oddio, ma io, cosa ho combinato nella mia vita? Davvero mi piace ciò che sto facendo?

Davvero sono soddisfatta di me?”

Ecco, le solite domande che ti vengono in mente quando sei vicina al tuo compleanno, le solite valutazioni che si fanno quando sta per finire un anno.

E invece no.

Stavolta era qualcosa di più.

C’era dell’altro fuoco che bruciava sotto.

Qualcosa era lì lì per esplodere e chiedo informazioni sull’accademia.

Sento Andrea per telefono. Stiamo un’ora o forse di più a parlare. E le mie mille domande vengono a galla.

E la famiglia, e i soldi, e la quarantena, e il paese piccolo, e gli UFO, e i complotti e la terra piatta dai mentre ponevo le domande dentro di me sapevo che in realtà avevo già deciso e che niente e nessuno mi avrebbe fermata. Ma temporeggio. Tento un auto sabotaggio dicendomi di non prendere decisioni avventate o basate sull’ istinto come faccio di solito, di parlarne con le persone a me più vicine e che mi vogliono bene.

Benedetta testardaggine.

Il giorno del mio compleanno, a una settimana dalla telefonata di Andrea, senza alcun preavviso, mi iscrivo. Fine.

E’ fatta.

Sono un’accademista.

Entro nel gruppo FB per le coach. E inizio a sentir parlare di vendita “Ma io non sono in grado, sono molto riservata, non è nel mio carattere. Sono sempre stata una persona schiva, non mi “concedo” facilmente agli altri figurati se riesco a parlare tranquillamente con persone che manco conosco e poi dai, sonoun’insicura non ce la farò mai. E poi mica sono coach ho appena iniziato questo percorso che cavolo racconto a queste persone?”-mi dico

Insomma MILLE MILIONI di paranoie.

Eppure un giorno qualcosa si muove.

“OK dai, mi lancio. Al massimo cado e mi rialzo, cosa mi costa. Chi ben comincia..”. Così scrivo un post su fb e le persone iniziano a chiedermi di dettagli in più.

Inizio con qualche messaggio, che poi si trasforma in telefonata.

Con una naturalezza quasi imbarazzante inizio a parlare di XWOMAN, di come mi ha cambiato la vita, di cosa mi ha insegnato non solo per quanto riguarda l’alimentazione e l’allenamento, ma come ha forgiato il mio carattere e sento silenzio dall’altro lato del telefono. Mi stanno ascoltando con attenzione.

Volevo solo trasmettere la mia gioia, condividere la mia felicità nell’aver trovato un programma simile, i miei traguardi estetici finalmente (quasi-un po’ di perfezionismo ci sta dai 🙂 ) raggiunti dopo anni buttati in sport per me “inutili”, una nuova forma mentale, una passione esplosa dentro di me.

Volevo che la gente che mi stava ascoltando restasse affascinata dai miei racconti, perché era tutta la verità e nient’altro che la verità!

A 20 giorni dalla mia iscrizione avevo chiuso due mensili. Uh! Davvero? Così facile?

Già.

Ciò che è davvero stupendo è la sicurezza che mi mette questo protocollo. La sincerità con cui racconto la mia esperienza.

L’empatia che si crea con le persone che si rivolgono a me per avere informazioni e le soluzioni che cerco di offrire ad ogni dubbio o ostacolo che mi viene posto, con calma.

La sicurezza che ho tra le mani dell’oro ed è proprio questo che sto offrendo. E la gente lo sente. Sono così entusiasta che è davvero difficile non percepirlo.

A un mese dalla mia iscrizione in accademia ho chiuso il mio primo annuale. Non ci volevo credere.

Una telefonata di un’ora abbondante in cui sono stata una consulente, quasi una valvola si sfogo per la ragazza che mi aveva cercato nonostante stesse già seguendo un altro programma di allenamento.

Con pazienza e calma abbiamo messo tutto sulla bilancia, assieme et voilà! Non me ne ero neanche accorta, che si era già iscritta!

Mai, nemmeno un minuto di ogni chiaccherata con i miei contatti mi sono sentita una venditrice.

Mi sentivo più una consulente, una che è lì per aiutare e per offrire soluzioni tangibili. Una persona alla quale potersi appoggiare, alla quale poter raccontare i tuoi limiti e con la quale realizzare che possono essere superati!

E questa è la mia strada finora, la mia esperienza.

Ed è fatta di tentativi, di pratica; è voglia di volersi mettere in gioco da subito, è volontà.

Perché rimandare? Perché non buttarsi? Davvero un “fallimento” può piegarti così tanto da non farti ritentare?

Perché voler caricare il bilanciere con un peso enorme se non hai una buona tecnica? Dovrai pur iniziare dalla base, giusto?

Perché aspettare di avere tutta l’attrezzatura a casa pur sapendo di non aver mai fatto uno squat in vita tua?

Dovrai pur iniziare “a vuoto”, no?

Ed è un po’ la stessa cosa in questo caso:

Perché aspettare di avere la certificazione per iniziare a metterti in campo? Perché non muovere i primi passi ora per essere ancora più sicura poi?

Davvero la certificazione cambierà anche il tuo modus operandi?

A che serve una carta che dice che sai tuttissimo di tutto e poi non riesci a trasmetterlo?

Mah.

Io credo che per iniziare a correre bisogna prima sbucciarsi le ginocchia imparando a camminare. Credo che le cadute facciano parte dell’apprendimento e che siano parte fondamentale del viaggio. Credo che se non si gioca, difficilmente si possa vincere.

E voi?

Cosa volete fare?

“…PER ASPERA AD ASTRA…” ricordate?

Come avete letto dalle parole di Valentina il fatto di essere neo accademiste o coach veterane non fa alcuna differenza, difronte ai clienti e ad una vendita siete tutte sullo stesso piano e tutto ciò che volete è al di là della paura e dei vostri pensieri autosabotanti

Andrea Carrus

CONSULENTE XWOMAN, Docente dell’Accademia e Motivatore

 

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Ivan Orizio
Fitness Coach e Creatore di XWOMAN

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